NOISE CONNECTION 2 P.TA


Noise Connection 2 P.TA  

Un viaggio ancora più profondo nel cuore del Seattle Sound.

La seconda puntata di Noise Connection affonda le mani nelle radici più oscure, sperimentali e affascinanti del Grunge e del Noise americano.
Una puntata intensa, ricca di connessioni, storie, incroci tra band e produttori che hanno contribuito a definire un’epoca.  
Insieme a Vins esploriamo le sfumature più magnetiche del suono di Seattle, passando da brani iconici a gemme meno conosciute ma fondamentali per capire l’evoluzione del genere.

Il viaggio si apre con l’atmosfera cupa e ipnotica dei Gruntruck, eredi diretti degli Skin Yard di Jack Endino. “Above Me” diventa il punto di partenza per raccontare un Grunge più maligno, pesante e viscerale, quello che ha influenzato Soundgarden e Alice in Chains.

Si passa poi ai Nirvana con “About a Girl”, una delle sorprese di Bleach (1989): un brano quasi fuori contesto, melodico e orecchiabile, che mostra come Cobain e soci avessero già in mano la formula perfetta per un rock diretto e immediato, pur immerso nel rumore grezzo delle origini.

Con i Gumball e la loro “Accelerator” entriamo nel territorio del noise più contaminato, grazie alla mano del produttore Don Fleming. Una vera iniezione di energia, un tentativo riuscito di rendere più potente e accessibile un brano nato da un’anima sperimentale.

Il tono cambia con gli Alice in Chains e “Again”, brano tratto dall’ultimo album con Layne Staley. Una canzone che porta con sé tutta la malinconia, la potenza emotiva e il dolore che hanno reso Staley una delle voci più uniche e imitate della storia del rock.

Si torna poi alle origini con i Green River e “Ain’t Nothing to Do”, un’esplosione di garage, glam e attitudine stradaiola. Una testimonianza di come il Grunge fosse inizialmente un miscuglio selvaggio di influenze, prima di diventare un genere riconoscibile.

Il viaggio prosegue con i Pixies e “Alec Eiffel”, una scelta apparentemente fuori contesto ma fondamentale: melodie distorte, strutture spiazzanti e quell’anti-pop geniale che ha ispirato intere generazioni di musicisti, Seattle compresa.

Chiudiamo con gli Screaming Trees e “Alice Said”, guidati dalla voce inconfondibile di Mark Lanegan. Psichedelia, hard rock e un tocco di inquietudine che li rende una delle band più sottovalutate ma decisive del panorama grunge.

Un episodio ricco, denso, pieno di storie e connessioni. Un altro tassello nel mosaico del Seattle Sound.


Playlist:

1. Gruntruck – Above Me  
2. Nirvana – About a Girl  
3. Gumball – Accelerator  
4. Alice in Chains – Again  
5. Green River – Ain’t Nothing to Do  
6. Pixies – Alec Eiffel  
7. Screaming Trees – Alice Said  

 

NOISE CONNECTION 1 P.TA

NOISE CONNECTION – 1 PUNTATA


Noise Connection nasce come un viaggio dentro il Grunge più autentico, quello che non ha mai avuto bisogno di essere addomesticato per arrivare al cuore delle persone. È un percorso che attraversa storie, vite spezzate, talenti sfortunati e momenti irripetibili di libertà artistica. Un format che non vuole spiegare il Grunge, ma farlo vivere, farlo respirare.

In questa prima puntata Arianna accoglie gli ascoltatori in una veste nuova, trasformando i rockers in noisers, pronti a lasciarsi guidare da un narratore d’eccezione: Vins, in arte Bound degli Acidground. È lui il curatore principale del progetto, la voce che accompagna gli ascoltatori attraverso le radici del Seattle Sound, tra rumore, caos creativo e un’energia che ha cambiato per sempre la storia della musica.

La puntata esplora il Grunge come attitudine, non come genere. Un approccio che ha contaminato punk, metal, hard rock, funky, psichedelia e perfino pop, creando un linguaggio unico e irripetibile. Si parte dal 1986, l’anno in cui tutto ha iniziato a muoversi, per arrivare al 1995, quando la scomparsa di Kurt Cobain ha segnato simbolicamente la fine di un’epoca.

Tra Mudhoney, Blind Melon, Love Battery, Tool, Soundgarden, Sunny Day Real Estate e molte altre band, Noise Connection racconta un mondo fatto di rumore voluto, di emozioni crude, di ribellione spontanea e di una generazione che ha trasformato il disagio in arte.

Questa prima puntata è un’introduzione intensa, ricca di connessioni, aneddoti, curiosità e storie che meritano di essere ascoltate con attenzione. Un invito a entrare in una famiglia musicale dove tutto è collegato, dove ogni band ha influenzato l’altra, dove ogni suono ha lasciato un segno.


Playlist:

1. Mudhoney – 1995
2. Blind Melon – 2 x 4
3. Love Battery – 23 Modern Stories
4. Tool – 4 Degrees
5. Soundgarden – 4th of July
6. Sunny Day Real Estate – 47
7. The Fluid – 7/14